
La trovi nel cuore di Roma: Villa Borghese è una piccola città verde dentro la città, con boschi, laghetti, fontane e giardini, ma anche edifici storici e musei da visitare (la Galleria Borghese), personaggi di pietra e angoli fiabeschi da scoprire. In questo parco delle meraviglie trovi perfino un cinema per bambini (Cinema dei Piccoli), una ludoteca-laboratorio ( Casina di Raffaello), le giostre, il Bioparco, un vero galoppatoio e pony da cavalcare. E per un pranzo, uno spuntino o una bibita fresca, non mancano i punti di ristoro: dal bar ristorante della Casa del Cinema ai piccoli chioschi che incontri passeggiando.
Dalla collina del Pincio alla valle, o in senso inverso, puoi scegliere da solo il tuo percorso, seguendo una mappa, l’istinto o la fantasia. Per entrare hai a disposizione 9 ingressi posti in vari punti della città: i più famosi sono quelli di Porta Pinciana e di Piazzale Flaminio, mentre puoi accedere alla collina del Pincio dalla rampa di Piazza del Popolo. Se vuoi affittare una bici (al Parcheggio di Villa Borghese) e pedalare nel parco, le strade sono buone e il percorso facile per tutti. Se sei amante degli animali, qui puoi incontrarne moltissimi. Il percorso degli animali di pietra ti porta alla scoperta dei giardini segreti con il Portico dei Leoni e alcune fontane speciali, la Fontana dell’Aquila, del Drago, dei Cavalli Marini…Ma se preferisci gli animali in carne e ossa, ecco il Bioparco dove ti aspettano molte sorprese. Segui la mia coda per saperne di più.
Il Parco di villa Borghese era il giardino principesco del Cardinale Scipione Borghese, nipote del Papa Paolo V, che volle qui la sua "villa di delizie". Nel 1606 il cardinale affidò a famosi architetti, artisti e giardinieri la realizzazione degli edifici e del parco, che diventò il più grande e importante della città. E lo è ancora oggi, per le mille possibilità che offre. Prova anche tu a cercare la piante rare e preziose, un orologio solare, e le finte rovine antiche che ti ingannano… e soprattutto il magico Giardino del Lago, circondato da magnolie e piante esotiche. Nato alla fine del settecento, è un giardino di gusto inglese con il piccolo lago che imita uno stagno naturale: al centro, ecco il Tempietto classico dedicato al dio Esculapio che si specchia nell’acqua.
E’ un parco gigantesco, con 180 ettari di prati, pieno di boschi di lecci e sugheri, pinete, fiori, fontane zampillanti, giochi d’acqua, laghi naturali e colline: il paradiso di chi vuole fare sport all’aperto, scoprire la natura e far volare gli aquiloni. Villa Pamphili è famosa perché ospita il gruppo storico romano degli aquilonisti, che si danno appuntamento a Porta Vitellia ( uno dei 5 ingressi del parco) per le loro gare e le manifestazioni. Puoi provarci anche tu: tutti gli amanti degli aquiloni, dilettanti compresi, scelgono la collinetta vicino all’ingresso di via Leone XIII per le loro esibizioni colorate.
Nello scenario naturale e sorprendente del parco, tra scorci pittoreschi e giardini all’italiana, trovi anche edifici e ville storiche, come la villa Doria-Pamphili, con la sua splendida Cappella, le fontane monumentali e il Giardino segreto. Segui la mia coda per saperne di più.
Dalla metà del Seicento villa Pamphili ha ospitato feste, ricevimenti e passatempi della nobiltà romana. E anche oggi è spesso usata come location per le feste di compleanno: basta scegliere un prato all’ombra di un albero secolare, stendere un telo e portare torta e amici. Le fontanelle per bere zampillano e all’ingresso della parte ovest c’è un bar.
Ognuno qui può trovare il suo spazio: una squadra di cricket si allena sempre nella stessa piazzetta, i bambini hanno un’area attrezzata con giochi e i cigni da ammirare sul lago, ai cani è destinata un’intera collina, e per gli amanti delle due ruote c’è la possibilità di noleggiare le biciclette. Tu dovrai solo scegliere da dove entrare e se farlo in tuta da ginnastica, con un aquilone, col tuo cane o con i tuoi amici per festeggiare o giocare a pallone. Il resto è gentilmente offerto dalla Villa. Buona passeggiata.
E’ il secondo fra i parchi più grandi di Roma: vasto, spettacolare e selvaggio, un polmone verde, appena fuori dalle Mura Aureliane. Se entri da via Salaria, uno dei 3 ingressi (gli altri sono a via Ponte Salario e L.go Bangladesh), e percorri il viale sulla destra, ecco la vegetazione più folta, i prati più estesi, il lago con le papere e i pesci rossi.
Il paesaggio naturale si apre fra pini, cipressi, palme e melograni, lecci e allori fino a Monte Antenne, il punto più alto del parco. C’è anche una rarissima metasequoia, abete acquatico importato dal Tibet. E fra le piante puoi scoprire molti animali in libertà, come scoiattoli, ranocchi, conigli selvatici, ricci e una ricca comunità di uccelli, fra cui può capitarti di sentire perfino il richiamo di un picchio.
Un circuito anulare lungo quattro chilometri, con varie scorciatoie, espone pannelli che illustrano le caratteristiche delle varie zone. Per gli amanti dello sport, c’è un percorso attrezzato per fare ginnastica, sentieri per lo jogging e un maneggio che pochi conoscono. E per i bambini, oltre alla possibilità di stendersi sui prati, improvvisare giochi e fare feste di compleanno all’ombra di un albero, ecco una giostra, una pista di pattinaggio e un’area giochi. Dal Settecento la villa è stata la residenza di principi italiani più famosi: i Pallavicini e i Savoia. Vuoi saperne di Più? Segui la mia coda.
Fra i vari edifici che incontri nel parco, la Finanziera è sede del WWF, che organizza percorsi naturalistici, visite didattiche e divertenti laboratori per bambini e ragazzi. Da non perdere il Casale delle Cavalle Madri: all’epoca in cui la villa apparteneva ai Savoia questo casale era destinato alle cavalle partorienti che provenivano dalle scuderie del Quirinale, sede della famiglia reale.
Un colle verde, nel centro di Roma, si innalza fra San Pietro e Trastevere: è il Gianicolo, che prende il nome da Giano bifronte, il dio con due facce, a cui anticamente era dedicata questa zona. Se hai voglia di arrivare in cima al colle, passeggiando fra querce e pini, e di affacciarti alla terrazza più grande e panoramica di Roma, per vedere quasi tutta la città con un colpo d’occhio, la tradizionale salita al Gianicolo è un’esperienza da non perdere.
Non è un parco come tutti gli altri, ma un grande percorso (circa 40-45 minuti a piedi), dove il verde fa da sfondo ai monumenti, incornicia i panorami e si apre negli spazi dove sostare, giocare o fare nuove scoperte.
Se parti da Porta Settimiana ( Lungotevere della Farnesina) e prendi a destra Via Garibaldi, ti accorgi subito che la strada comincia a salire, alta sulle case di Trastevere. Percorrila fino alla chiesa di San Pietro in Montorio, famosa per il Tempietto del Bramante, circolare, piccolo e armonioso, che trovi nel cortile a destra. In una cappella sotterranea, ecco un celebre foro: un leggenda racconta che proprio lì fu conficcata la croce di San Pietro.
Prosegui verso la monumentale Fontana Paola, con grandi arcate, piena di mostri, aquile e draghi di pietra: dietro la fontana c’è un misterioso giardinetto tutto da scoprire. Più avanti, ecco il piazzale dedicato a Giuseppe Garibaldi, con il suo monumento equestre al centro e intorno i giardini, con i busti in marmo di tanti suoi seguaci garibaldini. Il piazzale merita una sosta: se ti avvicini alla balaustra della grande terrazza, sei come sospeso sulla città. Il panorama che si vede da qui (come quello più avanti, vicino al grande Faro bianco) è uno dei più ampi e suggestivi di Roma.
Ma questa terrazza è famosa anche per il suo cannone (che sta in basso, sotto la rupe scoscesa) che ogni giorno, a mezzogiorno in punto spara, dando il segnale orario più rumoroso della città. E nei paraggi, ecco altre due esperienze da non perdere, soprattutto per i più piccoli. Sul lato sinistro, c’è un teatrino speciale, dove tutti i giorni “recitano” i burattini: vieni a curiosare anche tu. E proseguendo fino al lato opposto del piazzale, ecco uno spazio verde con le giostre e un piccolo maneggio di pony, per una piccola cavalcata sul colle.
Poco distante dalla piazzale, sulla strada che scende verso il Vaticano, trovi un altro interessante monumento a cavallo, che sembra in movimento: rappresenta Anita, moglie di Garibaldi e sua compagna di imprese. Se da qui continui a scendere, trovi una piccola scala sulla destra: prendila per arrivare alla famosa Quercia del Tasso, colpita da un fulmine: sotto quella quercia, quando era ancora ombrosa, il poeta italiano Torquato Tasso, passava ore a contemplare il panorama e si abbandonava ai suoi ricordi di gioventù. Nei pressi c’è un piccolo anfiteatro, spesso usato in estate per spettacoli teatrali.